Il wash trading rappresenta un quarto dell’attività di Polymarket, rivela uno studio della Columbia

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Wash trading accounts for a quarter of Polymarket’s activity, Columbia study reveals

  • Circa il 14% dei wallet ha mostrato un comportamento coerente con il wash trading coordinato.
  • Il trading artificiale ha raggiunto il picco del 60% a dicembre 2023 ed è sceso al 5% a maggio.
  • ICE prevede di investire fino a 2 miliardi di dollari mentre Polymarket si prepara a un ritorno regolamentato negli Stati Uniti.

Un nuovo studio condotto da ricercatori della Columbia University ha rilevato che quasi un quarto di tutto il trading su Polymarket, una delle principali piattaforme di previsione decentralizzate al mondo, è stato gonfiato artificialmente dal wash trading negli ultimi tre anni.

Utilizzando l’analisi blockchain, i ricercatori hanno tracciato milioni di transazioni sulla rete Polygon e hanno trovato modelli diffusi di self-dealing che hanno travisato la profondità e la liquidità del mercato.

I risultati mettono in discussione la trasparenza percepita dei mercati di previsione basati su blockchain e sollevano domande più profonde su come la finanza decentralizzata possa preservare l’integrità pur operando senza i tradizionali meccanismi di supervisione.

L’analisi algoritmica smaschera la manipolazione del trading

Il team di ricerca ha analizzato milioni di transazioni di portafoglio registrate sulla blockchain di Polygon, dove tutte le attività di Polymarket sono verificabili pubblicamente.

Progettando algoritmi per rilevare modelli di trading ripetitivi e circolari, hanno identificato che il 14% degli 1,26 milioni di wallet della piattaforma mostrava un comportamento coerente con il wash trading.

Questi conti hanno ripetutamente effettuato transazioni tra loro, ma raramente hanno interagito con il mercato più ampio, indicando un’attività di self-dealing piuttosto che una vera e propria speculazione.

Secondo lo studio, il wash trading ha rappresentato in media il 25% delle transazioni totali di Polymarket dal 2021.

La frequenza di questa attività artificiale ha oscillato nel tempo, raggiungendo un picco del 60% nel dicembre 2023 prima di scendere a circa il 5% a maggio, per poi risalire a circa il 20% entro ottobre.

I risultati illustrano quanto facilmente i mercati decentralizzati possano essere manipolati quando i costi di transazione sono trascurabili e le identità sono pseudonime.

Gli autori, tra cui i professori della Columbia Business School Yash Kanoria e Hongyao Ma, l’economista Rajiv Sethi del Barnard College e lo studente di dottorato Allen Sirolly, hanno sottolineato che le loro stime non sono definitive.

Tuttavia, i dati suggeriscono un modello coerente che solleva interrogativi su come i mercati on-chain rappresentino il sentiment e la liquidità reali.

La speculazione sui token potrebbe aver alimentato l’attività artificiale

Sebbene lo studio non abbia sostenuto un coinvolgimento diretto da parte di Polymarket stesso, ha identificato caratteristiche strutturali che rendono possibile il wash trading.

L’exchange non addebita commissioni di transazione, supporta wallet crypto self-custodied e consente il regolamento di stablecoin, consentendo ai trader di gestire più conti pseudonimi senza costi significativi.

I ricercatori hanno anche collegato diversi picchi di volume artificiale alle voci di un potenziale lancio di token Polymarket.

Nella finanza decentralizzata, tali speculazioni possono spingere i trader a gonfiare la loro attività nella speranza di qualificarsi per le ricompense “airdrop” quando viene rilasciato un nuovo token.

All’inizio di ottobre, il fondatore di Polymarket, Shayne Coplan, ha pubblicato un post sui social media alludendo a un possibile token, in concomitanza con uno dei forti aumenti del wash trading.

Sirolly ha osservato che i volumi di trading autentici tendono a salire in prossimità degli sviluppi del mondo reale come i sondaggi elettorali o i risultati sportivi, mentre i picchi di wash trading si allineano più strettamente con le voci relative ai token.

Ciò suggerisce che alcuni utenti stavano facendo trading non per informazioni di mercato, ma per l’idoneità nelle potenziali distribuzioni di ricompense.

Contesto normativo e concorrenza di settore

Polymarket, fondata nel 2020, è diventata una delle piattaforme di previsione basate su blockchain più attive, consentendo agli utenti di scommettere su risultati politici, finanziari e culturali.

Il suo concorrente più vicino, Kalshi Inc., opera sotto la regolamentazione degli Stati Uniti ma non funziona su una blockchain, limitando il controllo esterno dei suoi dati.

La tempistica del rapporto è significativa. Nel 2022, Polymarket ha raggiunto un accordo da 1,4 milioni di dollari con la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) per aver gestito un exchange non registrato e successivamente ha escluso gli utenti statunitensi.

Nonostante le pressioni normative, Polymarket rimane attraente per gli investitori istituzionali.

Intercontinental Exchange Inc., proprietaria della Borsa di New York, ha recentemente segnalato l’intenzione di investire fino a 2 miliardi di dollari nella società, sottolineando il crescente interesse del mondo finanziario mainstream per i mercati di previsione blockchain.

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