Tether annulla il congelamento di USDT su 5 catene, consente i trasferimenti, ma termina l’emissione

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Tether reverses USDT freezing on 5 chains

  • Tether ha affermato che, sebbene i trasferimenti di USDT sulle cinque blockchain rimangano possibili, non verranno emessi o riscattati nuovi USDT.
  • Tether sta spostando la sua attenzione su Ethereum, Tron e altre reti ad alta domanda.
  • Si prevede che il mercato delle stablecoin raggiungerà i 2 trilioni di dollari entro il 2028 grazie al crescente sostegno degli Stati Uniti.

Tether ha modificato il suo piano precedente per congelare gli smart contract USDT su cinque blockchain, scegliendo invece di consentire agli utenti di continuare a trasferire token interrompendo l’emissione e il riscatto.

Il cambiamento riguarda Omni Layer, Bitcoin Cash SLP, Kusama, EOS e Algorand, reti che ora rappresentano solo una frazione della circolazione di USDT.

Il passaggio dal congelamento all’eliminazione graduale

Nel luglio 2024, Tether ha annunciato che avrebbe cessato i rimborsi e congelato i token sulle cinque catene a partire dal 1° settembre 2025. Tuttavia, in una comunicazione del 29 agosto, la società sembra aver invertito il blocco, optando per uno stop all’emissione e al rimborso.

Tuttavia, in seguito al feedback delle comunità legate a queste blockchain, l’azienda ha rivisto il suo approccio.

Sebbene i trasferimenti rimarranno possibili, Tether non conierà o riscatterà più token su queste catene, lasciandole di fatto non supportate.

Questa mossa segna la fine di un’era in particolare per Omni Layer, un tempo base per l’emissione di USDT, che ora detiene poco meno di 83 milioni di dollari.

EOS segue con poco più di $ 4 milioni, mentre le restanti catene portano ciascuna meno di $ 1 milione.

Al contrario, Ethereum e Tron dominano l’impronta della stablecoin, con oltre 150 miliardi di dollari emessi tra di loro.

L’attenzione si sposta sugli ecosistemi ad alta domanda

La decisione sottolinea la strategia di Tether di consolidarsi attorno a catene con una forte liquidità e attività di sviluppo.

Ethereum, Tron e BNB Chain rimangono le reti prioritarie dell’azienda, mentre piattaforme più recenti come Arbitrum, Base e Solana stanno guadagnando terreno, in particolare per la rivale USDC.

Riducendo l’attenzione sulle blockchain legacy, Tether mira a semplificare le risorse verso ecosistemi che promettono scalabilità, domanda degli utenti e integrazione con la finanza digitale più ampia.

Le stablecoin entrano in una nuova era politica

La ricalibrazione di Tether evidenzia l’equilibrio tra gli impegni ereditati e le opportunità future.

Mentre i token su Omni, EOS e altre chain fuori produzione rimangono trasferibili, l’attenzione dell’azienda è fermamente fissa su ecosistemi più grandi e dinamici.

Allo stesso tempo, gli operatori della finanza tradizionale come Western Union stanno esplorando le stablecoin per modernizzare le rimesse e migliorare la conversione di valuta, puntando a un’ondata più ampia di adozione.

Inoltre, la tempistica della mossa di Tether coincide con il crescente sostegno politico per le stablecoin negli Stati Uniti.

Il recente GENIUS Act, firmato dal presidente Trump, fornisce un sostegno normativo per gli asset ancorati al dollaro come strumento per estendere l’influenza della valuta statunitense nei mercati digitali.

Inoltre, il Tesoro degli Stati Uniti prevede che il settore delle stablecoin potrebbe superare i 2 trilioni di dollari entro il 2028, rispetto agli attuali 285,9 miliardi di dollari.

L’amministratore delegato di Ripple ha suggerito che la crescita potrebbe accelerare ancora più velocemente, raggiungendo potenzialmente quel traguardo nel giro di pochi anni.

Con l’espansione delle stablecoin nei pagamenti, nei risparmi e nei trasferimenti globali, il cambiamento di Tether riflette sia le realtà del mercato che le esigenze di un settore che si sta rapidamente preparando per una crescita di trilioni di dollari.

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